lunedì 7 maggio 2012

Il "dottor" Renzo Bossi, detto il Trota

Il "dottor" Renzo Bossi, detto il "Trota"
Vi ricordate di Roberto Farinacci? Uno dei più noti e influenti gerarchi del regime fascista, Ras di Cremona e simbolo dell'estremismo squadristico (manganello e olio di ricino) incarnato dalle camicie nere mussoliniane?
E delle sue manovre, assai discutibili e acrobatiche, per conseguire la laurea in legge?

Dopo poco più di 70 anni, il giovane figlio del leader della Lega Nord, Renzo Bossi, detto il "Trota", con il denaro dei contribuenti italiani, avrebbe acquistato all'Università di Tirana (Albania) una laurea in gestione aziendale. E così Renzino, già consigliere alla Regione Lombardia, noto per la sua sfacciata ignoranza della lingua italiana e per l'uso spregiudicato del congiuntivo, può ammantarsi del titolo di Dottore.

Il "dottor" Bossi, amici lettori, è lo specchio dei nostri tempi: figlio di una sottocultura e di un'etica che ha nel denaro il suo Totem. Sacrificio, onestà, cultura sono valori che non gli appartengono, roba da sfigati, dicono oggi molti della sua, e non solo, generazione. Si reputa onnipotente, al di sopra della Legge, ignaro della sua proverbiale ignoranza. Con il denaro (non suo) pensa di poter far tutto, anche comprarsi una laurea, alla faccia di tutti quelli che sgobbano sui libri e rimangono disoccupati o precari per tutta la vita.

Sfortunatamente, in questo paese, per la maggioranza dei suoi abitanti, il Trota rappresenta un modello da seguire e da imitare. Ed è questo l'aspetto sconcertante su cui dovremmo tutti attentamente riflettere.

La Primavera, intanto, ainoi, tarda ad arrivare.

Emiliano Lazzeri



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