Come l'Araba Fenice è rinato dalle proprie ceneri.
Il ritorno di Berlusconi mi ricorda, sotto certi aspetti e con le debite proporzioni, quel triste e abbattuto Mussolini che, dopo la sua deposizione decisa dal Gran Consiglio del Fascismo il 25 Luglio 1943, fu costretto dai nazisti a costituire la Repubblica Sociale, baluardo effimero contro l'avanzata degli Alleati verso i confini del Terzo Reich.
La "ridiscesa in campo" è dettata quindi dalla necessità impellente di mantenere, e se possibile rafforzare, il presidio parlamentare da parte del partito-azienda di Mediaset, salvaguardando così gli interessi del suo impero economico dall' "offensiva" della magistratura "bolscevica".
La Sinistra, cosiddetta tale, plaude, silenziosamente, il ritorno del Cavaliere. L'antiberlusconismo, divenuto massimo sistema e sterile progetto politico nel deserto ideologico e programmatico dei post-comunisti, ha reso, paradossalmente, la presenza politica di Berlusconi fondamentale, necessaria, ma soprattutto vitale.
L'Europa è terrorizzata dal ritorno del Cavaliere di Arcore? Che ce frega! Meno male che Silvio c'è.
Emiliano Lazzeri